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Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, che è in visita in Israele, ha chiesto oggi all'Iran di presentare "offerte sostanziali" per rilanciare i negoziati con le potenze mondiali sui suoi progetti nucleari.

Westerwelle ha anche assicurato a Israele - nel corso di un incontro con il ministro della difesa Ehud Barak - che armi atomiche nelle mani dei dirigenti di Teheran "non sono un'opzione". "Condividiamo con Israele le sue preoccupazioni circa i programmi nucleari in Iran" ha detto Westerwelle alla stampa, prima dell'incontro con Barak.

Riferendosi ai colloqui intrapresi con l'Iran - finora senza progressi tangibili - dai Paesi del 5+1 (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia, Cina e Germania) il ministro ha ribadito: "Non cerchiamo colloqui fini a se stessi... Pertanto facciamo appello al governo dell'Iran perché torni al tavolo con offerte sostanziali, cosa molto necessaria e molto cruciale in questo momento". "Armi nucleari in mano all'Iran - ha insistito - non sono un'opzione".

Da parte sua il premier israeliano Benyamin Netanyahu è tornato oggi a congratularsi con il Canada per la decisione di chiudere la propria ambasciata a Teheran e di espellere i diplomatici iraniani da Ottawa. "Faccio appello a tutta la comunità internazionale, o almeno ai suoi membri più responsabili, affinché seguano la strada indicata dal Canada con determinazione - ha detto Netanyahu nella odierna seduta del Consiglio dei ministri - Occorre imporre all'Iran 'linee rosse' morali e pratiche, linee tali da fermare la sua corsa verso armi nucleari".

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SDA-ATS