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"Speriamo che tu muoia": questo l'augurio espresso da alcuni passanti arabi alla giovane vedova di uno degli israeliani assassinati ieri nella Città vecchia di Gerusalemme da un assalitore palestinese, poi ucciso a sua volta dalla polizia.

In ospedale la donna ha raccontato di essere stata pugnalata ad una spalla e di essere corsa a chiedere aiuti mentre il marito era impegnato in una colluttazione con l'assalitore e mentre i loro due figlioletti, seduti nelle carrozzine, erano abbandonati al loro destino.

Nelle sue vicinanze, ha proseguito, c'erano alcuni giovani palestinesi "che ridevano". Ha chiesto loro aiuto, ma invano. Mentre correva per cercare aiuto, con il coltello confitto nella spalla, ha anche ricevuto "schiaffi e sputi". "Mi sono rivolta ad un arabo, gli ho detto: ti darò un milione di shekel (equivalente di un piccolo appartamento, ndr) se vieni a mettere in salvo i miei figli. Ma lui si è messo a ridere e mi ha detto: possa tu morire".

In soccorso del marito è giunto intanto il rabbino Nehemia Lavie, che è stato pure ucciso a pugnalate. La donna ha infine raggiunto agenti di polizia che hanno sparato sull'attentatore, uccidendolo. Uno dei suoi figlioletti è rimasto ferito.

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SDA-ATS