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CITTA' DEL MESSICO - Sembrava scomparso nel nulla, volatilizzato, e di lui si era detto che fosse scappato all'estero, forse a Cuba: il boss della droga Christopher 'Dudus' Coke, all'origine degli scontri che alla fine di maggio hanno provocato a Kingston almeno 76 morti, è stato preso nella 'sua' città, e si trova ora sotto stretta vigilanza in un commissariato di polizia della capitale della Giamaica.
La lunga fuga di Coke, 42 anni, è quindi finita, come promesso ripetutamente dalle autorità dell'isola caraibica, i quali avevano più volte assicurato che avrebbero fatto ogni sforzo per catturarlo vivo "e processarlo davanti a un tribunale del Paese".
Coke è stato portato in un commissariato della polizia della città accompagnato dal reverendo Al Miller, un predicatore evangelico che qualche giorno fa - precisa la stampa di Kingston - aveva mediato nella consegna del fratello di 'Dudus', anch'egli latitante dalla giustizia.
Sul popolare narco di Tivoli Gardnes, il povero e violento quartiere-ghetto della capitale dove lo stesso Coke era nato, pendeva una richiesta di quelle dalle quali è difficile fuggire anche per un boss potente come lui: una richiesta di estradizione degli Stati Uniti, dove viene ricercato per traffico di stupefacenti e di armi, e dove rischia una condanna all'ergastolo.

SDA-ATS