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Ben 19.000 ascensori si sono bloccati in automatico sabato sera in Giappone a causa del forte terremoto di magnitudo 8.1 (ribassata dal preliminare 8.5) che, con epicentro nell'arcipelago di Ogasawara, ha scosso tutta la piana del Kanto e la capitale Tokyo.

Secondo i dati diffusi dal ministero del Territorio, in 14 ascensori il blocco è avvenuto mentre erano in funzione intrappolando diverse decine di persone che sono state liberate in circa 70 minuti. Tra i casi più rilevanti, i frequentati e avveniristici edifici come Roppongi Hills, Toranomon Hills e addirittura la pamoramica Tokyo Tower.

In base alla Japan Elevater Association, in Giappone esistono circa 670 mila ascensori che, con la normativa approvata nel 2009, montano un dispositivo di sicurezza che ne dispone il blocco al piano più vicino se la scossa supera il livello 4 di intensità calcolata sulla scala giapponese di 7 livelli massimi.

Il portavoce del governo, Yoshihide Suga, ha assicurato uno studio delle norme attuali per un possibile miglioramento.

Intanto, l'esecutivo del premier Shinzo Abe ha reso noto che la quota di edifici delle scuole pubbliche elementari e medie in Giappone rinforzate in vista di forti terremoti è salita al 95,6% al primo aprile scorso, in aumento del 3,1% su base annua.

Tuttavia, ben 5.212 strutture devono ancora essere oggetto di misure per resistere a scosse di intensità superiore a 6, tra cui 814 per le quali sarebbe "altamente probabile" un crollo. Infine, per 3.435 edifici il giudizio è di "probabilità" di crollo, mentre per i residui 963 pende ancora la valutazione effettiva sulla resistenza sismica.

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SDA-ATS