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Mentre si continua a combattere strenuamente per evitare un disastro nucleare di enormi proporzioni, un rischio imminente è di un gigantesco black out in Giappone a causa del calo della produzione di elettricità. Lo ha detto il ministro dell'Industria, Banri Kaieda, in un intervento in diretta oggi che ha tutta l'aria di voler arginare il terrore dilagante per una situazione di fatto fuori controllo. Perché è evidente che oggi l'emergenza si aggrava ancora e che gli sforzi per limitare il pericolo di disastro nucleare non rassicurano.

Le autorità riconoscono che la messa in sicurezza del reattore n.3 di Fukushima "è la priorità", ma l'alto livello di radiazioni impedisce una continuità nei tentativi di raffreddamento del reattore danneggiato, costringendo a continui stop nell'impiego dei cannoni ad acqua impiegati da terra insieme agli elicotteri militari che gettano tonnellate d'acqua dall'alto.

Intanto dagli Usa arriva un allarme secondo cui la situazione sarebbe più grave di quella descritta da Tokyo: il presidente Barack Obama ha parlato al telefono con il premier giapponese Naoto Kan, assicurandogli "tutto l'appoggio necessario" da parte degli Stati Uniti. Il presidente russo Dmitri Medvedev ha definito l'incidente nucleare giapponese un "disastro nazionale colossale, una catastrofe", mentre Pechino chiede informazioni precise sulla situazione delle centrali.

Intanto il presidente sud coreano Lee Myung-bak ha smentito che il suo paese sia sotto la minaccia di radiazioni provenienti dalle centrali nucleari giapponesi, ma le autorità aeroportuali sudcoreane hanno rilevato inconsueti alti livelli di radiazioni su tre passeggeri atterrati a Seul provenienti dal Giappone, anche se le autorità hanno comunque sostenuto che i quantitativi rilevati non pongono problemi alla salute pubblica.

Secondo l'ultimo bilancio sono ad oggi 5187 le vittime del terremoto e dello tsunami, i dispersi sono 8606, ma si teme si possa arrivare a più di ventimila morti. Sul fronte economico, il Nikkei limita le perdite a -1,44%, ma il governo giapponese denuncia movimenti speculativi sullo yen, mentre la Boj continua a immettere liquidità.

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SDA-ATS