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Il governo giapponese ha dato il via libera all'espulsione dei 14 attivisti cinesi sbarcati mercoledì alle Senkaku, le isole amministrate da Tokyo e rivendicate dalla Cina, in un'azione voluta per ribadire la piena legittimità della posizione di Pechino.

Lo ha reso noto il portavoce del governo, Osamu Fujimura, dando conto della decisione adottata oggi dalla riunione di gabinetto.

Gli ultimi sviluppi relativi ai contenziosi territoriali influenzeranno i legami commerciali con Cina e Corea del Sud. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Commercio e Industria nipponico, Yukio Edano, menzionando le conseguenze dello sbarco dei 14 attivisti cinesi e la visita di venerdì scorso del presidente sudcoreano Lee Myung-bak alle Dokdo/Takeshima, isole rivendicate dal Giappone.

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SDA-ATS