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Ginevra: Cassis e Guterres chiedono di passare ai fatti

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, il ministro degli esteri elvetico Ignazio Cassis e l'Alto commissario dell'UNHCR Filippo Grandi a Ginevra KEYSTONE/SDN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2019 - 12:18
(Keystone-ATS)

Il consigliere federale Ignazio Cassis e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, all'apertura del primo Forum globale sui rifugiati, chiedono di passare ai fatti. I riflettori, tuttavia, sono tutti puntati sul presidente turco Recep Tayyp Erdogan.

Il Patto mondiale sui rifugiati, adottato dall'ONU lo scorso anno a New York, "deve permetterci di soddisfare meglio" le esigenze dei rifugiati e delle popolazioni che li accolgono, ha indicato Cassis.

In tutto il mondo sono 71 milioni le persone in fuga da guerre, conflitti e persecuzioni in tutto il mondo. Di queste, quasi 26 milioni sono rifugiate. La situazione è "triste", ha aggiunto l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi. La comunità internazionale deve fare di più per queste persone, ha dal canto suo ribadito Guterres. Ciò, aggiunge, vale in particolare per i Paesi in via di sviluppo, che devono ricevere maggiore sostegno: circa l'80% dei rifugiati viene infatti accolto al di fuori di paesi ricchi.

Erdogan in ritardo

I fari, in questi due giorni di vertice, sono puntati in particolare su Erdogan e sulla Turchia, che accoglie il maggior numero di rifugiati - oltre 3,5 milioni - al mondo. Il presidente turco, arrivato con circa 45 minuti di ritardo, ha brevemente interrotto il discorso di Cassis.

Al primo Forum globale sui rifugiati organizzato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) sono presenti numerosi ministri, organizzazioni internazionali, autorità locali, rappresentanti della società civile e del settore privato. In totale, tra oggi e domani sono attese oltre 2000 persone.

Il Patto mondiale adottato a New York nel dicembre 2018 ha come obiettivo di porre i rifugiati al centro di questo sistema, permettendo anche a loro di avere voce in capitolo sulla questioni che li riguardano.

Le azioni della Svizzera

La Confederazione ha già annunciato che accoglierà 1600 rifugiati nel 2020 e nel 2021 per alleggerire la pressione su alcuni Paesi. Entro il 2022 finanzierà con 125 milioni di franchi l'UNHCR, con il quale ha co-organizzato questo primo forum mondiale.

L'ambasciatore svizzero Pietro Mona, capo della delegazione che lo scorso anno aveva negoziato il Patto a New York, solo pochi giorni fa aveva indicato che la Confederazione avrebbe messo l'accento anche sul lavoro nell'ambito della prevenzione e della protezione della popolazione nei paesi d'origine, nonché di estendere l'autonomia dei rifugiati attraverso un maggior accesso all'educazione.

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