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Un morto e almeno 60 feriti: è il bilancio degli scontri avvenuti oggi nella capitale giordana Amman dopo che la polizia ha caricato i manifestanti, almeno 300, che volevano accamparsi nei pressi di una delle piazze principali.

È la prima volta, da quando sono iniziate le proteste per il carovita e per chiedere riforme, sempre pacifiche peraltro, che i poliziotti attaccano i dimostranti facendo uso anche, secondo gli attivisti, di 'teppisti'. Con l'utilizzo di cannoni ad acqua e manganelli, le forze dell'ordine hanno caricato i manifestanti, per la maggior parte giovani, nei pressi della piazza di Jamal Abdul Nasser di Amman. Testimoni hanno riferito che uno di loro è morto, anche se le cause del decesso non sono molto chiare. Negli scontri sono rimasti feriti anche tre giornalisti e uno di loro è ricoverato in grave condizioni.

La protesta era iniziata ieri pomeriggio ed è proseguita nella notte quando i manifestanti, provenienti anche dalle altre città del Paese e da zone rurali, hanno eretto tende vicino alla piazza per protestare contro la mancanza di libertà politica.

Il primo ministro giordano Marouf Bakhit ha detto che gli scontri ad Amman di oggi sono l'inizio del caos e che questo è inaccettabile. Al-Bakhit ha poi minacciato conseguenze se dovessero verificarsi altri scontri.

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SDA-ATS