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"Abbiamo il dovere di ricordare il passato e di proteggere coloro che ne hanno bisogno oggi": lo afferma l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in occasione del Giorno della Memoria.

"In un momento di crescente intolleranza e xenofobia, di estremismi che alimentano l'esclusione e l'isolamento costruendo muri e mettono persone contro persone, occorre opporsi con forza ad ogni forma di antisemitismo e attacco nei confronti di qualsiasi minoranza", sottolinea l'Unhcr.

"Dagli orrori dell'olocausto e dalle atrocità della seconda guerra mondiale - si legge in una nota - sono nate le Nazioni Unite, con lo scopo di riaffermare la fiducia nella dignità e nel valore della persona umana e di difendere il diritto fondamentale a vivere in pace, al sicuro da discriminazioni e violenze. Questi principi sono oggi più che mai essenziali. Nel mondo, milioni di persone continuano a soffrire a causa di discriminazioni e violenze, inclusi coloro che fuggono da guerre e persecuzioni. Sono più di 65 milioni le persone in fuga, il dato più alto dalla seconda guerra mondiale. Mai da allora il quadro è stato così drammatico".

"Ricordare la giornata della memoria e le sue vittime, ma anche il totale fallimento della comunità internazionale nel proteggerle, rappresenta un antidoto potente contro il ripetersi della storia nelle sue forme più aberranti. Non dimenticare il passato ci aiuta a rimanere vigili e ancorati ai principi di uguaglianza e solidarietà. Siamo chiamati, ora più che mai, ad impegnarci in favore delle persone più vulnerabili per costruire una cultura dell'inclusione e a combattere tutte le forme di discriminazione e razzismo, che sempre di più intossicano il dibattito politico" ha dichiarato Stephane Jaquemet, delegato Unhcr per il Sud Europa.

SDA-ATS

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