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Troppi stimoli per i nostri giovani?

KEYSTONE/AP dapd/NIGEL TREBLIN

(sda-ats)

Il 12% dei giovani in Svizzera ha un atteggiamento a rischio quando è online e il 9% si comporta in modo problematico.

Uno studio rivela inoltre che il rischio di dipendenza non cresce soltanto in funzione del tempo trascorso in internet, ma anche in base al consumo di programmi televisivi e videogiochi.

Questi i principali risultati dello studio JAMESfocus, realizzato dalla Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) in collaborazione con Swisscom.

"Il tempo trascorso in internet è soltanto uno dei criteri che possono portare ad un comportamento problematico o a una forma di dipendenza", afferma in una nota lo psicologo dei media della ZHAW Daniel Süss.

I problemi possono iniziare già con l'uso smodato della tv, dei videogiochi e con il ricorso allo smartphone per consumare contenuti audiovisivi, per fotografare o per filmare. Per questo motivo, gli autori dello studio raccomandano di concordare con i giovani delle regole chiare sull'uso degli apparecchi multimediali.

Gli adulti devono inoltre tenere ben presente che il loro comportamento viene visto dai più giovani come esempio. "Per questo è importante che i genitori riflettano su come utilizzano i media e chiedano ad esempio ai figli cosa ne pensano", propongono gli psicologi.

I giovani con un comportamento problematico entrano peraltro più di frequente in contatto con il fenomeno del cyberbullismo. Non è chiaro se ciò sia dovuto alle esperienze negative avute, oppure semplicemente a causa del tempo trascorso in rete. I ricercatori della ZHAW raccomandano ai genitori e agli insegnanti di controllare se i giovani tendo a isolarsi in presenza di fenomeni di mobbing. "Quando ciò avviene, è importante agire tempestivamente".

Per ridurre i rischi di dipendenza da internet è inoltre importante invogliare i giovani a praticare attività "non mediali", come fare musica, dipingere, fare del bricolage o accudire animali. L'importante è che i giovani acquisiscano delle competenze e si sentano appagati fuori dal mondo virtuale, così da non cadere nella dipendenza dai "mi piace" o nella corsa al superamento di nuovi livelli dei videogiochi.

L'indagine si basa su un sondaggio fra oltre 1'000 adolescenti fra i 12 e i 19 anni delle tre principali regioni linguistiche che viene realizzato ogni due anni. L'ultimo sondaggio risale al 2016. Negli anni intermedi vengono pubblicati rapporti su singoli aspetti, come quest'anno quelli legati ai fattori di rischio legati all'uso di internet.

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SDA-ATS