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Quasi i due terzi (63%) delle donne e degli uomini tra i 20 e i 29 anni desiderano avere due figli. Ma il desiderio si realizza solo per il 42%. E il 30% delle donne con un titolo di formazione superiore resta senza progenitura.

È quanto emerge dai primi risultati dell'indagine sulle famiglie e sulle generazioni 2013 dell'Ufficio federale di statistica (UST). Dallo studio risulta pure una grande solidarietà tra genitori e figli adulti nella Svizzera italiana.

Il rinnovo generazionale sarebbe assicurato se il desiderio di avere figli espresso prima del passaggio dei trent'anni si concretizzasse, ha sottolineato oggi a Berna Yvon Csonka, dell'UST. Le donne in età di procreare avrebbero in media 2,2 bambini, superando in tal modo la soglia necessaria di 2,1. "Ma ciò non si verifica da anni, visto che il numero medio di figli si situa attorno a 1,5", ha aggiunto Csonka.

Il livello di formazione ha un'influenza su questa situazione. Circa un terzo delle donne tra i 50 e i 59 anni con un titolo di grado terziario (università, scuola universitaria professionale o alta scuola pedagogica) non ha figli. La proporzione scende al 17% fra le donne con un diploma secondario II e al 13% fra quelle senza formazione post-obbligatoria.

Dilemma tra carriera e famiglia per le donne

Tra le donne di età compresa tra 20 e 39 anni è ben presente il dilemma tra vita professionale e famigliare. Oltre i due terzi ritengono che la nascita di un (o un altro) figlio ostacolerebbe le loro prospettive di carriera, contro il 37% degli uomini.

Le donne con un diploma secondario II (62%) e terziario (67%) sono confrontate nettamente di più con questo dilemma rispetto a quelle che hanno ultimato soltanto la scuola dell'obbligo. Soltanto il 43% di queste ultime temono infatti conseguenze negative sulla loro attività professionale.

Custodia dei bambini

Altri fattori influenzano la decisione di avere un figlio tra le persone tra i 25 e i 39 anni, ha rilevato Andrea Mosimann, della Sezione demografia e migrazione dell'UST. Tra queste assumono un'importanza particolare le possibilità di custodia dei bambini.

Complessivamente in Svizzera circa sette economie domestiche su dieci con figli di meno di 12 anni si avvalgono di una forma di custodia dei figli complementare alla famiglia (68%). La maggioranza dei genitori (27%) ricorre a una custodia non retribuita, ossia affida i propri bambini a parenti, in particolare ai nonni, o ai conoscenti.

Circa un quinto (21%) dei nuclei famigliari ricorre esclusivamente a una custodia a pagamento, ovvero all'asilo nido, al doposcuola o a famiglie diurne. Il restante 20% utilizza una combinazione delle due soluzioni (gratuita e a pagamento).

Donne in carriera meglio accettate

L'atteggiamento della società nei confronti delle madri che lavorano è parecchio cambiato rispetto alla rilevazione sulle famiglie del 1994-1995. Allora sei uomini su dieci (61%) ritenevano che un figlio in età prescolastica soffre se la madre esercita una professione, nel 2013 la quota è calata a quattro uomini su dieci (44%).

La percentuale di donne favorevoli a questa affermazione è passata da circa la metà (49%) a un terzo. Tuttavia, anche oggi gli uomini mantengono, rispetto alle donne, un atteggiamento più scettico nei confronti delle madri di figli piccoli che lavorano.

Solidarietà fra generazioni nella Svizzera italiana

Dall'indagine risulta pure che le opinioni sulla solidarietà intergenerazionale cambiano a seconda della regione linguistica. Nella Svizzera tedesca, la percentuale di persone che ritengono che i genitori debbano aiutare i propri figli adulti e viceversa in caso di difficoltà finanziarie è relativamente bassa (rispettivamente 57% e 54%).

Nella Svizzera italiana, invece, ben il 72% degli intervistati reputa giusto che i genitori aiutino i figli adulti e addirittura il 78% che i figli sostengano finanziariamente i propri genitori che si trovano in difficoltà. In Romandia, le percentuali scendono rispettivamente al 63% e al 61%. Altro dato interessante: il 27% degli Svizzeri tedeschi, il 36% dei romandi e il 49% degli Svizzeri italiani sostengono che i figli debbano occuparsi dei propri genitori quando non sono più in grado di vivere da soli.

Lo studio è stato realizzato nel 2013 su un campione di 17'288 persone residenti di età compresa tra i 15 e i 79 anni. In futuro, l'indagine verrà ricondotta ogni cinque anni.

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SDA-ATS