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CITTÀ DEL VATICANO/BERNA - Giro di vite da parte del Vaticano per combattere i delitti dei preti pedofili: la prescrizione per tali reati passa da 10 a 20 anni, gli abusi sessuali sugli handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce il "delitto di pedopornografia". Queste, in sintesi, le modifiche al documento 'delicta graviora' uscito nel 2001.
I vescovi svizzeri si dicono soddisfatti del giro di vite emanato dalla Santa Sede per combattere la pedofilia nella Chiesa e avvertono "nell'agire coerente del Vaticano un sostegno al proprio sforzo di combattere con decisione ogni forma di prevaricazione sessuale".
In una presa di posizione odierna, i vescovi svizzeri si dicono soddisfatti per questo annuncio. La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) dice di accogliere "con soddisfazione soprattutto la proroga da dieci a vent'anni della proscrizione in casi di violenza sessuale contro minorenni e la logica penalizzazione della pornografia infantile".
Oltre a ciò, il documento vaticano prevede che le procedure vengano allestite in modo più rapido ed efficace, rilevano i vescovi svizzeri, ricordando che la Chiesa elvetica "affronta risolutamente" ogni forma di abuso sessuale nella pastorale, avendo adeguato ed inasprito le sue direttive durante l'assemblea ordinaria del 2 giugno ad Einsiedeln.
"La violenza sessuale è un reato, e la violenza sessuale contro bambini è un reato propriamente ignominioso. Nella Chiesa non c'è posto per queste infamie", conclude il comunicato della CVS.

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SDA-ATS