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Lo scorso anno il consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verdi/ZH) ha lasciato controllare i dati del suo telefono cellulare per sei mesi e li ha resi accessibili su internet. Con questa operazione, il cui esito trova spazio oggi sulla stampa, il deputato intende attirare l'attenzione sulla problematica della protezione della privacy.

Per Glättli "è sproporzionato sorvegliare tutta la popolazione per smascherare tre o quattro delitti". Attualmente le società di telecomunicazione devono conservare per sei mesi le informazioni che permettono di determinare dove è stato utilizzato il telefono, chi era l'interlocutore, così come l'invio di SMS ed e-mail.

Il Consiglio federale intende modificare la Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni portando a dodici mesi la durata di conservazione, consentendo l'ascolto delle comunicazioni via internet - per esempio attraverso skype - e la sorveglianza delle e-mail. Gli ecologisti si oppongono.

Parte delle informazioni rilevate fra gennaio e luglio dello scorso anno dal cellulare del capogruppo dei Verdi in parlamento sono state pubblicate oggi da diversi media svizzerotedeschi ("Schweiz am Sonntag", "NZZ.ch", e dal portale di informazioni "watson"), con relative analisi. È per esempio possibile determinare se Glättli si trovasse a Berna o a Zurigo quando ha inviato un SMS alla sua compagna, oppure con quali giornalisti o esponenti politici ha avuto contatti.

Da questi dati è inoltre possibile dedurre quali attività sono state portate avanti dal deputato ecologista. Secondo "Schweiz am Sonntag" e "watson", egli si sarebbe per esempio recato, assieme alla commissione della politica di sicurezza del Nazionale, in una base militare segreta ad Andermatt (UR) all'inizio di luglio.

SDA-ATS