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Un'esplosione controllata, mostrata dalla Bbc, ha demolito oggi a Glasgow - in una nuvola di polvere e di ricordi - l'ultima delle sei torri di Red Road: palazzoni rossi simbolo dell'architettura popolare nella città operaia per eccellenza della Scozia.

Esempio della stagione razionalista degli anni '50-'60, a cui in Gran Bretagna il critico Reyner Banham affibbiò il nome di "brutalismo", storpiando in inglese un riferimento di Le Corbusier al 'breton brut' (in francese 'cemento grezzo'), le sei torri sono state per decenni un punto di riferimento nello skyline di Glasgow. Oltre che gli edifici più alti della città.

Ma negli ultimi tempi, sullo sfondo della crisi che ha investito i centri industriali britannici, l'area era finita in stato di semiabbandono e preda dei vandali. Di qui la decisione di procedere all'abbattimento graduale delle torri, fino a quella di oggi.

La gente che abita nei palazzi vicini ha cercato di restare in casa nel timore di subire danni, ma è stata costretta a lasciare la "zona di esclusione" prima dello scoppio. Ora dovrà attendere i controlli di sicurezza per poter rientrare.

In base a un progetto di rinnovamento urbanistico ideato per i Giochi del Commonwealth, ospitati da Glasgow nell'estate scorsa, era spuntato anche un controverso piano di demolizioni più vasto nella zona, poi ritirato.

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SDA-ATS