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Glencore-Xstrata: fusione o no, si rispettino diritti umani, ong

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 settembre 2012 - 10:10
(Keystone-ATS)

Gli azionisti di Xstrata e Glencore decideranno domani se approvare la fusione dei due giganti delle materie prime. Ma il voto non cambierà nulla: queste multinazionali continuano a violare i diritti umani, ad abusare dell'ambiente e delle popolazioni autoctone. È il grido d'allarme lanciato oggi da alcune ONG, che invitano i due giganti a cambiare politica e chiedono a Governo e Parlamento di intervenire con misure concrete.

Se la fusione andrà a buon fine si assisterà alla nascita di una mega-società "che sarà presente nello sfruttamento di praticamente tutte le materie prime (petrolio, carbone, rame, cobalto, prodotti agricoli,...)", sottolineano in una nota congiunta la Società per i popoli minacciati, Multiwatch, il Gruppo di lavoro Svizzera-Colombia (ask!) e l'Alternativa verde del Canton Zugo.

Anche gli enti assistenziali Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale si uniscono al grido d'allarme: il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente è stato completamente tralasciato durante le negoziazioni in vista della fusione.

In ogni caso - si legge nel comunicato - bisognerà fare in modo che "vengano rispettati i diritti delle popolazioni interessate" dalle attività delle due società. Glencore e Xstrata - unite o separate - "dovranno assumersi le loro responsabilità nei casi di violazioni dei diritti umani".

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