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Il consenso per gli accordi bilaterali fra Svizzera ed Unione europea (Ue) è in calo.

KEYSTONE/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

Il consenso per gli accordi bilaterali fra Svizzera ed Unione europea (Ue) è in calo. Secondo un sondaggio, il 60% delle persone approva la via bilaterale, quando l'anno scorso la quota era ancora dell'81%.

Il 28% si dice favorevole ad una disdetta delle intese, contro il 19% dell'anno scorso, secondo un'inchiesta effettuata dall'istituto di ricerca gfs.bern su incarico del Credit Suisse e resa nota oggi dal telegiornale della SRF.

In aumento invece la quota di coloro che sono a favore dell'adesione all'Ue: si è giunti al 21% contro il 10% dell'anno scorso. Una stretta maggioranza acconsentirebbe poi all'entrata nello Spazio economico europeo.

In generale, "c'è l'impressione che la via giusta per la Svizzera sia quella della neutralità e che l'Ue, nella sua forma attuale, non appaia come una soluzione per la Confederazione", ha detto alla SRF Lukas Golder, condirettore di gfs.bern.

L'indagine si basa sul barometro delle preoccupazioni 2017, che il Credit Suisse pubblicherà il prossimo mese. In totale, fra il 26 giugno e il 15 luglio sono state intervistate 1000 persone scelte in maniera rappresentativa. Il margine di errore statistico è di 3,2 punti percentuali.

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SDA-ATS