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"Pisseurs involontaires de glyphosate": originale metodo di protesta in Francia contro il glifosato.

Secondo quanto scrive oggi Le Monde, un numero crescente di militanti, ma anche normali cittadini, si sottopone ai test delle urine per analizzare il livello della sostanza presente nel corpo ed eventualmente, sporgere denuncia.

L'erbicida viene ritenuto probabilmente cancerogeno da alcune istituzioni come il Centro Internazionale per la ricerca sul cancro, mentre l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e altri considerano che non lo sia.

Una cosa è certa: in Francia, il glifosato, come gli altri pesticidi, non possono oltrepassare 0,1 grammi/litro d'acqua. Basandosi su questo assunto, l'associazione Campagne glyphosate, con sede nell'Ariège, ha lanciato una mobilitazione che sta progressivamente superando i confini del dipartimento. In un solo giorno 53 persone si sono sottoposte ai prelievi delle urine, con l'obiettivo di far analizzare il tutto in un laboratorio tedesco.

Secondo quanto scrive Le Monde, l'associazione sporgerà una cinquantina di denunce, il 15 ottobre, al tribunale di Foix. Nel mirino "le persone direttamente responsabili di questa "contaminazione", tra i responsabili delle aziende che vendono il Glifosato come Monsanto e quelli dell'Ue che l'autorizzano sul mercato.

Dominique Masset, che presiede la campagna, conosce il risultato delle proprie analisi, con un tasso di glifosato nel corpo "33 volte superiore alla norma", accusa. Una prima infornata di denunce (15) è stata presentata, sempre a Foix, il 15 giugno scorso. Mentre il movimento 'Pisseurs involontaires de glyphosate' comincia a fare emuli in tutto il paese.

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SDA-ATS