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Il consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), autore della mozione sulla Posta osteggiata dal governo.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La qualità del servizio fornito dalla Posta e dalle agenzie postali non è in discussione: per questo motivo non è necessario adottare nuove misure che garantiscano la presenza di almeno un addetto con formazione postale completa.

È l'opinione del Consiglio federale, che respinge quindi una mozione in questo senso del consigliere nazionale ticinese Marco Romano (PPD).

Secondo il deputato democristiano, l'esito del progetto agenzie postali è "globalmente positivo, ma a livello di servizio è certamente possibile un miglioramento per l'utenza. La presenza di almeno una persona alle dipendenze della Posta e con una formazione specifica completa permetterebbe, soprattutto nei momenti di forte frequenza, di aumentare il grado di apprezzamento e di soddisfazione presso l'utenza".

Il governo rileva che in base alla legge in vigore, pur affidandosi alle cosiddette agenzie postali, la Posta rimane "completamente responsabile" per l'adempimento del mandato di servizio universale affidatole. In particolare, le prestazioni del servizio universale devono essere disponibili in tutte le regioni del paese a una distanza ragionevole.

L'opzione di ricorrere a un'agenzia postale presuppone che nella località si possa trovare un partner adeguato, disponibile ad affiancare i servizi postali alla propria attività e "che rispetti tutte le condizioni che la Posta ha fissato". L'ex regia federale - sottolinea il governo - "è particolarmente attenta" a scegliere partner che "godono di buona reputazione".

Inoltre, imporre l'obbligo di avere in ogni agenzia una persona assunta dalla Posta, secondo il Consiglio federale, è una "richiesta eccessiva" e ingerisce esageratamente nella libertà imprenditoriale del titolare dell'agenzia.

SDA-ATS

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