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COIRA - È stata aperta un'inchiesta interna sull'espulsione a metà luglio di una famiglia curdo-siriana da parte delle autorità grigionesi. Il rapporto sarà pronto entro fine mese. Lo ha detto all'ATS la responsabile del Dipartimento di giustizia retico, Barbara Janom-Steiner, confermando quanto pubblicato dalla "Südostschweiz am Sonntag" e dalla "SonntagsZeitung".
In una lettera inviata recentemente al Governo retico, l'organizzazione per i diritti umani Amnesty International (AI) aveva chiesto l'apertura di un'indagine indipendente su come la famiglia è stata portata dal carcere di Coira Sennhof. Secondo AI l'operazione è stata condotta in modo brutale e disumano.
AI chiedeva in particolare di esaminare se sono state violate la Dichiarazione sui diritti del fanciullo e la Convenzione contro la tortura. Gli "ospiti" della prigione e il cappellano avevano infatti riferito di brutalità. La madre è stata legata e incappucciata per poi essere caricata su un minibus. In seguito al trauma vissuto, uno dei suoi figli, al suo arrivo in Siria, è stato ricoverato in stato di shock.
Oggi, AI afferma di non avere prove formali di quando avvenuto a Sennhof. "Proprio per questo motivo chiediamo un'indagine indipendente", ha detto all'ATS la portavoce Manon Schick. Finora il Governo grigionese non ha risposto alla lettera di AI.

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SDA-ATS