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Il nuovo conteggio delle schede nei Grigioni ha confermato il risultato della votazione del 22 settembre: l'iniziativa "Sì all'energia pulita senza carbone" l'ha spuntata sul controprogetto votato dal Gran Consiglio. La differenza di voti in più è però leggermente aumentata: da 124 a 137, ha indicato oggi il Governo.

L'iniziativa era stata accettata con una maggioranza del 56% circa (28'880 voti contro 22'281): in base al testo il gruppo poschiavino Repower - controllato per il 58% dal Cantone - dovrà rinunciare al suo controverso progetto di centrale a carbone da 1'320 megawatt a Saline Joniche, in Calabria. Il controprogetto del Gran Consiglio è stato pure accettato, e con una maggioranza del 60% (29'555 voti contro 19'968), ma nella "domanda risolutiva" (sussidiaria) l'iniziativa l'ha spuntata con 24'650 voti contro 24'526, ossia con un vantaggio di 124 voti.

Essendo questa differenza al di sotto dello 0,3% delle schede di voto valide consegnate, il governo era obbligato a far ricontare le schede, come vuole la legge cantonale sui diritti politici. In base al nuovo risultato, l'iniziativa ha ottenuto 24'659 voti, il controprogetto 24'522. Differenza: 137 voti.

L'iniziativa, promossa dalla sinistra e da organizzazioni ecologiste, esige che "nel quadro delle proprie possibilità giuridiche e politiche, il Cantone faccia in modo che le società alle quali partecipa non effettuino investimenti in centrali a carbone". Il controprogetto - sostenuto dalla maggioranza del parlamento retico - non impediva l'investimento nella centrale calabrese di Saline Joniche, ma chiedeva che in caso di investimenti in impianti a carbone fossero decise misure per una "sostanziale riduzione" delle emissioni di CO2.

L'iniziativa accettata dal popolo è formulata come "proposta generica". Il Governo dovrà dunque presentare al Gran Consiglio entro un anno un nuovo articolo costituzionale che va nel senso indicato. Le modifiche della Costituzione sottostanno nei Grigioni al referendum obbligatorio. Ciò significa che i grigionesi saranno chiamati ancora una volta alle urne, verosimilmente nel 2015, per pronunciarsi sulla questione dell'energia senza carbone.

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SDA-ATS