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Grecia: ennesima stangata, nuova manovra

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2011 - 20:32
(Keystone-ATS)

Una ennesima stangata sta per abbattersi sui greci. Il governo del premier Papandreou ha annunciato altri interventi nel settore pubblico, nuovi tagli alle pensioni e un ulteriore aumento delle tasse per incassare la sesta tranche da otto miliardi di euro, parte del primo prestito da 110 miliardi concesso ad Atene un anno fa, ed evitare così la bancarotta il mese prossimo.

Secondo un comunicato ufficiale diffuso al termine di un consiglio dei ministri ristretto, l'esecutivo procederà ad un taglio drastico alle pensioni, manderà in cassa integrazione 30.000 lavoratori del settore pubblico da qui alla fine dell'anno e abbasserà il salario minimo di esenzione fiscale da 8.000 a 5.000 euro.

Questi provvedimenti si sono resi necessari dopo che la Troika Ue-Fmi-Bce ha ritenuto "inadeguate" le misure varate dall'esecutivo ellenico la settimana scorsa per raggiungere gli obiettivi di bilancio e che prevedevano già una tassa sugli immobili e una sforbiciata agli stipendi dei politici.

Secondo le stime degli economisti senza le ulteriori misure di austerità il deficit di bilancio della Grecia nel 2011 schizzerà al 9% del Pil, sforando il target del 7,5% fissato dal governo.

Oggi in un discorso al parlamento il ministro greco delle finanze Venizelos ha esortato l'assemblea a dare il via libera alle misure aggiuntive perchè "la Grecia sta affrontando la più grande crisi dai tempi della guerra civile". Ha un "grande problema di liquidità e corre dei "rischi enormi", fra cui "uno stallo totale dell'economia", ha sottolineato il ministro.

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