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Negli anni Novanta anche i servizi segreti greci spiavano gli ambasciatori degli Stati Uniti ad Atene e ad Ankara. Lo ha rivelato l'ex ministro degli Esteri greco, Theodoros Pangalos (del partito socialista Pasok), parlando alla stazione radio Vima Fm.

Le rivelazioni di Pangalos giungono sulla scia di quanto reso noto dal settimanale tedesco Der Spiegel. Il giornale, citando documenti resi pubblici da Edward Snowden - l'ex consulente dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale Usa (Nsa) diventato poi la 'talpa' del Datagate - ha riferito che l'ambasciata Usa ad Atene era "un centro d'ascolto e di intercettazioni".

Venti anni fa il Servizio Nazionale d'Informazione (Kyp, gli '007' ellenici) era riuscito, e con grande successo, ha detto Pangalos "a spiare non solo l'ambasciatore degli Stati Uniti ad Atene ma anche quello ad Ankara". Le affermazioni hanno naturalmente messo in grande imbarazzo il governo greco in quanto nel periodo indicato da Pangalos, l'ex ministro ricopriva la carica di sottosegretario agli Esteri ma a capo dello stesso dicastero c'era l'attuale presidente della Repubblica, Karolos Papoulias.

Adesso Pangalos dovrà rispondere delle proprie dichiarazioni davanti ai giudici in quanto è stato denunciato dall'avvocato Agis Tatsis, il quale sostiene che l'ex ministro, parlando alla radio, ha violato gli articoli 140 e 141 della Costituzione circa la segretezza degli affari di Stato. Il legale ha inoltre chiesto l'applicazione della procedura per direttissima e l'arresto di Pangalos il quale, non essendo più parlamentare, non gode della relativa immunità.

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SDA-ATS