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Grecia, l'UE non si fida ancora

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2012 - 21:12
(Keystone-ATS)

La Grecia cerca disperatamente di convincere i partner dell'Eurozona a dare il via libera agli aiuti nell'Eurogruppo di lunedì prossimo, mentre in Europa qualcuno, come l'Olanda, comincia a scoprire le carte parlando apertamente dell'ipotesi di rinviare i nuovi prestiti da 130 miliardi a dopo le elezioni greche di aprile.

E intanto viene fuori un nuovo 'bucò dal rapporto della troika sulla sostenibilità del debito: i tagli non basteranno a raggiungere il target del 120% debito/pil nel 2020, ma dal 160% di oggi scenderà al 129%.

"La fiducia nella Grecia ha raggiunto il livello più basso, quindi è stato suggerito di aspettare le elezioni in modo da avere garanzie dal nuovo governo", ha detto oggi il ministro olandese delle Finanze, Jan De Jager. Assieme a Germania e Finlandia, l'Olanda è tra i 'rigoristì che vorrebbero per ora concedere ad Atene solo un 'prestito pontè per evitarle il default a marzo, quando andranno in scadenza 14,5 miliardi di euro di bond. E il resto degli aiuti vorrebbero rimandarli ad aprile, per continuare ad avere una leva per spingere il Paese a rispettare gli impegni di rigore presi con Ue-Bce-Fmi.

E la Grecia è sempre più frustrata: ieri, in tempo per l'Eurogruppo telefonico, aveva soddisfatto tutte le condizioni poste dalla Ue per ottenere gli aiuti. Ma non è stato sufficiente, e la decisione è slittata a lunedì. Oggi il governo fa sapere di aver trovato i 325 milioni di risparmi supplementari per il 2012 (interverrà su difesa, sanità, ministero degli Interni e occupazione). L'accordo con i creditori privati pure è pronto per essere presentato, ma ovviamente non partirà finchè la zona Euro non sbloccherà gli aiuti, perchè una parte di essi (30 miliardi di euro) andranno proprio ai privati per addolcir loro la pillola delle perdite che subiranno dopo lo 'swap', o sostituzione dei bond greci. L'operazione di swap alleggerirà il debito ellenico di 100 miliardi di euro.

La partita ora è tutta politica, tanto che il premier Lucas Papademos ha detto ai leader dei due principali partiti, il socialista Giorgio Papandreou e il conservatore Antonis Samaras, che se l'Eurogruppo non darà luce verde agli aiuti, sarà convocato un vertice dei capi di Stato e di governo dell'Eurozona. "La Grecia ha fatto quello che doveva, non c'è certezza su lunedì ma un cauto ottimismo", ha detto Samaras.

Nel frattempo si diffonde nuova preoccupazione: i tagli previsti non saranno sufficienti a ridurre il debito come stabilito, e sarebbe quindi necessario un nuovo intervento, come a esempio quello della Bce che potrebbe rinunciare alle plusvalenze sul debito greco, come oggi ha detto uno dei membri del board, Erkki Liikanen. Secondo il Die Welt, inoltre, nel fine settimana ci sarà anche un altro intervento: Bce e banche centrali nazionali si scambieranno bond greci per 50 miliardi, generando plusvalenze di cui potrà beneficiare la Grecia.

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