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In un clima di forte tensione e di scambi di accuse fra governo e opposizione, il Parlamento ellenico è chiamato oggi a far luce sulla cosiddetta vicenda della "lista Lagarde", che contiene i nomi di 2.059 greci che hanno un conto corrente nella succursale di Ginevra della banca HSBC.

I nominativi, contenuti in un cd, erano stati consegnati nel 2010 dall'allora ministro delle Finanze francese Christine Lagarde (attuale direttore dell'Fmi) all'allora ministro delle finanze socialista Giorgos Papacostantinou, ma il cd si era misteriosamente volatilizzato.

Oggi i parlamentari greci dovranno decidere su eventuali responsabilità di due ex Primi Ministri, il socialista Giorgos Papandreou e quello di unità nazionale Lucas Papademos e di due ex ministri delle finanze, Papaconstantinou ed Evaghelos Venizelos, ministri dei governi di Papandreou e di Papademos, rispettivamente, riguardo fra l'altro, la sparizione del cd originale, la cancellazione dalla lista di alcuni nomi apparentati con Papaconstantinou, e il mancato utilizzo della lista per la ricerca di evasori fiscali.

Lo scontro in Parlamento si prevede molto duro, soprattutto fra il leader del Pasok Evaghelos Venizelos e il maggior partito d'opposizione, Syriza, il partito della sinistra radicale in Grecia, che insiste nel chiedere che sia messo sotto inchiesta anche il leader del Pasok, eventualità che i partiti che compongono la coalizione governativa vogliono scongiurare per evitare una possibile destabilizzazione.

Dimostrazione del clima politico ne è il fatto che da due giorni i rappresentanti dei partiti cercano una soluzione riguardo il numero delle urne durante la votazione in Parlamento. C'è chi parla di tre, chi di quattro e addirittura chi parla di sette urne, quante sarebbero le accuse contro coloro che dovranno essere messi sotto inchiesta parlamentare.

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SDA-ATS