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ATENE - Migliaia di persone sono scese oggi in piazza ad Atene, a Salonicco e nel resto della Grecia in occasione di un nuovo sciopero generale di 24 ore contro il piano di austerità e per chiedere la cancellazione della riforma delle pensioni.
Mentre militanti del sindacato comunista Pame hanno questa mattina occupato simbolicamente il Ministero del Lavoro, i dipendenti pubblici affiliati al sindacato Adedy e quelli del settore privato, affiliati alla Gsee, cui si aggiungono tradizionalmente esponenti della sinistra parlamentare radicale e del movimento anarchico, si sono radunati al centro di Atene, con la parola d'ordine "Insieme, possiamo" e striscioni che invocano "Giù le mani dalle pensionì.
Dalla vicina piazza Omonia parte invece la manifestazione del sindacato comunista Pame, come sempre separata, al grido 'Fuori Ue-Fmi' e "Le misure antioperaie non passeranno". Tutti marceranno fino al parlamento.
Lo sciopero odierno ha fermato il traffico marittimo, ferroviario, stradale interurbano, e parzialmente quello urbano e aereo per le isole. Non sono invece colpiti i voli internazionali perché i controllori non hanno aderito alla protesta per non infliggere un ulteriore colpo al già declinante turismo. Chiusi invece ospedali (salvo le emergenze), scuole (ma non gli esami), uffici pubblici, ministeri, banche.
I sindacati hanno convocato le proteste per dire 'no' alla "riforma antisociale e neoliberale" delle pensioni varata dal governo socialista con la complicità della "troika" (Ue,Bce e Fmi). Secondo i sindacati la riforma, che dovrebbe arrivare in parlamento a fine mese, riduce fino al 15% gli emolumenti innalzando da 2 a 7 anni l'età pensionistica.

SDA-ATS