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Tornano ad addensarsi le nubi sul negoziato tra la Grecia e i suoi creditori, si indebolisce la speranza di sbloccare gli aiuti europei ad aprile e lo spettro del default comincia a prendere corpo.

L'atteso Eurogruppo del 24 aprile a Riga è quindi destinato al fallimento, perché la trattativa non procede e il Brussels Group, cioè l'ex Troika, ha ormai perso le speranze in un avanzamento a breve. Atene sembra avviata a mancare anche la scadenza del 30 aprile, fissata dall'Eurogruppo per la consegna della lista di riforme definitiva.

I mercati avvertono la tensione che torna e, tranne Londra, tutte le Borse europee chiudono in negativo, mentre Atene non drammatizza: "Abbiamo alternative anche senza accordo", tranquillizza il ministro della ricostruzione. E l'alternativa è sempre Mosca, che si accingerebbe ad effettuare un pagamento anticipato per la costruzione di un gasdotto.

A spegnere ogni illusione sull'appuntamento di Riga è il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, che esclude uno sblocco degli aiuti. Il perché lo spiega poi il direttore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, Poul Thomsen: il negoziato "non sta funzionando" e "non si intravede una conclusione" dell'esame delle misure greche, necessaria per sbloccare i finanziamenti.

Lo stallo è dovuto in parte all'"ideologia" - come l'ha definita il commissario agli affari economici Pierre Moscovici - che grava sulle trattative da parte greca, e in parte alla difficoltà di trovare interlocutori competenti, come riferisce una fonte europea. I funzionari dell'esecutivo precedente, che avevano una certa esperienza, sono stati sostituiti. E i successori, scrive la Sueddeutsche Zeitung, non sono in grado di fare dichiarazioni vincolanti. Inoltre, Tsipras teme che la sua coalizione possa saltare alla prima concessione verso l'Europa. E persino la Commissione Ue, che finora è stata una mediatrice ottimista, sarebbe frustrata e rassegnata.

Perse le speranze su aprile, si prova a guardare oltre: secondo Moscovici il lavoro per trovare un'intesa potrebbe continuare fino al prossimo Eurogruppo dell'11 maggio. Un giorno prima della rata da 750 milioni di euro che la Atene deve rimborsare al Fmi e che ha più volte minacciato di non riuscire ad onorare.

Gli occhi sono ora puntati sulla riunione dei ministri a Washington, al Fmi, nella quale potrebbe aprirsi qualche spiraglio dal confronto diretto tra il greco Varoufakis e i rappresentanti delle istituzioni. Intanto, si ragiona anche sullo scenario peggiore, cioè la 'Grexit': secondo il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, un'eventuale uscita dall'area euro sarebbe "molto costosa per la Grecia", ma non per l'Eurozona che è "meglio posizionata" per affrontare un simile scenario grazie ai "firewall" che prima non c'erano e ora sì, quindi "non sarebbe facile ma potrebbe probabilmente essere fatto".

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SDA-ATS