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Grecia: ormai quasi inevitabile il ricorso a nuove elezioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 maggio 2012 - 10:55
(Keystone-ATS)

Il ricorso a nuove elezioni in Grecia sembra ormai inevitabile dopo l'impasse registrata ieri nella riunione dei leader dei tre partiti maggiori svoltasi sotto la presidenza del capo dello Stato, Karolos Papoulias, e i successivi incontri separati del presidente della Repubblica con i leader degli altri partiti.

Papoulias, nel tentativo di dare uno sbocco alla crisi che rischia di portare la Grecia al fallimento, ha annunciato nella tarda notte di ieri, la convocazione per oggi di un nuovo incontro fra i leader di Nea Dimocratia, Antonis Samaras, del Pasok, Evanghelos Venizelos, di Syriza, Alexis Tsipras, e di Sinistra Democratica, Fotis Kouvelis.

In ambienti vicini al leader di Syriza circola voce che Tsipras non parteciperà all'incontro perchè "non era stato informato della riunione dal Presidente della Repubblica". In questo caso, visto che gli altri tre leader hanno fatto sapere che non intendono formare un governo senza la partecipazione di Syriza, al presidente Papoulias non resterà altro da fare che applicare la Costituzione: dare l'incarico ad un alto magistrato di formare un governo di transizione per condurre il Paese a nuove elezioni il 1o o il 17 giugno prossimi.

Intanto secondo un altro sondaggio d'opinione - il terzo dopo le elezioni del 6 maggio - condotto dalla società Rass per conto del quotidiano ateniese Elefteros Tipos ha confermato la Coalizione delle Sinistra (Syriza, radicale) al primo posto delle preferenze dei greci, con il 20,9%. Seguono Nea Dimocratia con il 19,4%, il Pasok con l'11,8%, Greci Indipendenti con il 7,8%, Sinistra Democratica con il 6,2%, il Partito comunista (Kke) con 4,8% e Chrysi Avghì (Alba dorata, filo-nazista) con il 3,8%.

L'81,4% degli intervistati si è detto a favore della permanenza della Grecia nell'euro (contro il 16,3% che vorrebbero uscirne), la metà degli elettori del Partito comunista (50%), che da sempre si dichiara a favore dell'uscita della Grecia dall'Ue e dall'eurozona, si dice invece a favore della permanenza del Paese nell'Ue e l'80,1% degli elettori di Syriza è per la permanenza della Grecia nell'Ue contro il 17,9%, che vuole il ritorno alla dracma, la vecchia valuta greca.

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