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BRUXELLES - Improvvisa accelerazione della crisi in Grecia, a un mese circa dall'annuncio del piano di salvataggio Ue-Fmi. Il giovedì nero di Atene è cominciato a Bruxelles, dove in mattinata Eurostat, l'ufficio statistico della Ue, ha lanciato un nuovo allarme sul deficit: nel 2009 è stato più elevato del previsto, attestandosi al 13,6%; e non è detto che non peggiori ulteriormente.
La risposta dei mercati non si è fatta attendere: i tassi sui titoli pubblici greci e lo spread con il bund tedesco hanno fatto registrare livelli da record, mai così elevati dall'entrata di Atene nell'euro. E Moody's ha deciso di abbassare da A2 ad A3 il rating del Paese ellenico, minacciando nuovi tagli.
Il premier Giorgio Papandreou ha riassunto la drammaticità della giornata: "Siamo in emergenza nazionale", ha detto nel corso di una riunione straordinaria del governo, invitando tutti a "non lasciarsi prendere dal panico" e a "non perdere la testa".
Anche perché l'allarme sociale cresce di giorno in giorno. Oggi è stata la volta dei dipendenti pubblici che hanno sfilato in migliaia per le strade della capitale, per protestare contro il piano 'lacrime e sangue' imposto dal governo e contro il rischio di nuovi tagli decisi sotto la pressione della Ue e dell'Fmi.

SDA-ATS