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ATENE - Un crescente numero di piccole e medie imprese (PMI) greche appaiono pronte a interrompere i versamenti allo stato, sotto forma di tasse e previdenza sociale, ed a trasferirsi all'estero, se il governo non cambierà la sua politica fiscale e non introdurrà misure per far fronte alla grave crisi del settore.
È quanto emerge da una ricerca condotta dall'Istituto per le piccole imprese (IME) della Confederazione ellenica degli imprenditori e commercianti (GSEVEE) dalla quale risulta che la stragrande maggioranze delle PMI ha subito pesanti conseguenze a causa della recessione in atto con la perdita di quasi 90.000 posti di lavoro nel 2010, e 175.000 di esse rischiano di chiudere la propria attività nei prossimi mesi a causa di un "peggioramento record" dei propri conti.
Il 43% delle mille PMI intervistate si dicono pronte a "sospendere i pagamenti allo stato" nel quadro dell'inchiesta che sottolinea come le PMI rappresentino in Grecia il 98,7% delle aziende e che entro il 2011 la perdita dei posti di lavoro potrebbe raggiungere le 300.000 unità.
Secondo l'indagine, nella prima metà dell'anno si sono già persi 88.000 posti di lavoro a causa di chiusure e riduzione del personale nelle piccole e medie imprese manifatturiere commerciali e di servizi, e si prevede che altre 120.000 persone, tra proprietari e dipendenti, potranno fare la stessa fine entro l'anno.

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SDA-ATS