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ATENE - In Grecia uno sciopero di 24 di tutti i trasporti pubblici urbani greci sta mettendo di nuovo in ginocchio la capitale Atene, mentre il governo di Giorgio Papandreou ha varato una riforma del settore per cercare di salvarlo dalla bancarotta.
Autobus, tram e metropolitana si fermano per tutta la giornata dopo settimane che i sindacati lottano contro nuovi tetti salariali senza l'intenzione di fare marcia indietro. La protesta, portata avanti malgrado un tribunale l'avesse dichiarata illegale all'ultimo minuto, sta provocando ingorghi sulle tangenziali e al centro della capitale, per il fatto che molti privati hanno fatto ricorso ai propri mezzi per spostarsi.
E la situazione peggiorerà ancora durante la giornata a causa di cortei e di una grande manifestazione indetta da insegnanti e studenti per commemorare l'uccisione di un docente di sinistra e denunciare i tagli alla scuola.
Il governo, nel quadro del piano anticrisi, ha approvato ieri una riforma dei mezzi pubblici su cui pesano oggi grandi passivi, che solo ad Atene ammontano ogni anno a 600 milioni di euro. Il ddl prevede concentrazioni di compagnie, riduzioni di personale pari a 1.500 unità, che saranno trasferite ad altri settori dell'amministrazione statale dove ci sono carenze, e stretti controlli di bilancio, insieme ad aumenti dei prezzi che da febbraio toccheranno in qualche caso il 40%.

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SDA-ATS