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"Il dibattito di oggi doveva essere fatto molto tempo fa, perché non riguarda solo il futuro della Grecia, ma anche l'Eurozona. Questa discussione non può svolgersi a porte chiuse, perché è una discussione politica su che direzione prendere.", così il premier greco.

"Ma per 5 mesi i negoziati sono stati a porte chiuse" ha sottolineato Alexis Tsipras nel suo intervento all'Europarlamento, dopo il dibattito in aula.

"Riconosco e rispetto le regole europee ma difendo il diritto di scelta di applicarle secondo la sovranità del governo", ha continuato Tsipras difendendo la libertà degli stati di "decidere come distribuire il peso fiscale".

"Vorrei dire in modo franco che se in questa vicenda il dialogo fosse stato solo tra la Grecia e la Commissione Ue si sarebbe trovato l'accordo da un pezzo, ma sfortunatamente abbiamo dovuto negoziare con tre istituzioni che spesso hanno avuto linee diverse tra loro", ha aggiunto il premier greco.

"Ci sono distorsioni del passato che devono essere superate, come la questione delle pensioni. Vogliamo abolire le pensioni baby in un Paese che si trova in una situazione disastrosa. Servono le riforme, ma vogliamo tenerci il criterio di scelta su come suddividere il peso", ha detto ancora Tsipras.

"Se avessi voluto trascinare la Grecia fuori dall'euro non avrei fatto le dichiarazioni che ho fatto dopo il referendum, io non ho un piano segreto per l'uscita dall'euro e vi sto parlando davvero con il cuore in mano", così il premier ellenico precisando: "Io chiedo un taglio del debito per poter essere in grado di restituire i soldi: ricordo che il momento di massima solidarietà nella Ue è stato nel 1953 quando venne tagliato il 60% del debito tedesco, dopo la Guerra", ha detto rivolto alle critiche di Manfred Weber (Ppe).

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SDA-ATS