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ATENE - Tre morti per asfissia - due donne e un uomo - e quattro intossicati sono il bilancio di una giornata di guerriglia urbana, la più grave nella capitale ellenica da anni, scoppiata a margine di una pacifica manifestazione contro la politica di austerità varata dal governo del premier Giorgio Papandreou.
Le tre vittime sono morte in un incendio appiccato da bombe molotov lanciate da due giovani con il volto coperto, all'interno di una succursale della Marfin Egnatia Bank nella centralissima Via Stadiou. Le fiamme si sono immediatamente estese ai locali della banca al piano terra, dove c'era una ventina di persone tra clienti e impiegati che lavoravano nonostante lo sciopero. Una delle due donne, trovata semicarbonizzata, era incinta di quattro mesi.
L'incidente è avvenuto durante le manifestazioni di piazza organizzate dai sindacati del settore pubblico e privato nel quadro dello sciopero generale proclamato per protestare contro il draconiano piano di risanamento deciso dal governo per salvare il paese dalla bancarotta. Durante le proteste, sono stati dati alle fiamme anche un edificio della provincia e uno delle imposte.
Scontri sporadici tra agenti e anarchici sono proseguiti almeno sino alle 17:00 su Via Stadiou, dove sono stati contestati con insulti e lanci di petardi e bottiglie i poliziotti schieratisi davanti alla banca data alle fiamme, e davanti alla sede della vecchia Università di Atene. In serata, molti cassonetti nel centro della capitale ancora bruciavano.

SDA-ATS