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La premier britannica Theresa May.

KEYSTONE/AP POOL/KIRSTY WIGGLESWORTH

(sda-ats)

Theresa May ha fatto oggi un mea culpa in piena regola sul micidiale incendio alla Grenfell Tower all'avvio del dibattito alla Camera dei Comuni seguito al Queen's Speech.

Incalzata con piglio dal leader laburista Jeremy Corbyn su questo come su altri argomenti, la premier Tory ha ammesso in particolare che "il sostegno alle famiglie sul terreno nelle ore iniziali non è stato abbastanza buono".

Troppa gente, ha riconosciuto, "è stata lasciata senza assistenza, senza un tetto, senza informazioni basilari". "Vi è stato un fallimento dello Stato, a livello sia nazionale sia locale, del quale come primo ministro io chiedo scusa", ha aggiunto, assumendo "la responsabilità" di mettere ora "le cose a posto", a partire dagli stanziamenti annunciati per rialloggiare gli sfollati nel centro di Londra.

Passando poi al terrorismo, May - parsa molto più remissiva rispetto al passato - ha parlato di "tempi difficili per il Paese", ha ringraziato proprio Corbyn per aver aiutato a placare gli animi nella moschea di Finsbury Park ed è tornata a invocare "unità".

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SDA-ATS