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Le dighe del Lago del Grimsel non potranno essere innalzate: lo ha deciso il tribunale amministrativo del canton Berna, che ha accolto il ricorso presentato da diverse organizzazioni ambientaliste contro il progetto dell'azienda elettrica Kraftwerke Oberhasli AG (KWO)

Secondo i giudici il Consiglio federale nel 2004 ha sbagliato nel fissare il perimetro delle zone palustri di importanza nazionale a 27 metri dall'attuale livello del lago. Si è trattato di una decisione prettamente politica, che aveva come unico scopo di permettere alla KWO il futuro ampliamento del bacino.

Stando alla corte questo modo di procedere è contrario alla Costituzione e alla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio: il governo ha chiaramente superato il suo margine di apprezzamento.

La legge impone che le zone palustri siano delimitate da confini chiari, alla luce del paesaggio del posto: nel caso concreto il limite è lo specchio d'acqua, non un altezza da esso non percepibile all'osservatore.

Il ricorso contro la concessione accordata nel 2012 dal Gran Consiglio è stato quindi accolto e in misura netta: cinque giudici a favore, nessuno contrario. La sentenza può comunque ancora essere impugnata.

Con il progetto di ampliamento la KWO - azienda controllata da BKW, nonché dalle aziende elettriche di Basilea, Zurigo e Berna - mirava a quasi raddoppiate le capacità del bacino. L'obiettivo era poter meglio sfruttare le acque sull'arco dell'anno. L'intero intervento sarebbe dovuto costare circa 300 milioni di franchi.

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SDA-ATS