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Vista la sorte incerta riservata ai Gripen nelle votazioni del prossimo 18 maggio, i presidenti dei partiti borghesi - ad eccezione dei Verdi liberali - si sono riuniti stamattina su Piazza federale a Berna per rinnovare il loro sostegno all'acquisto di questi aerei da combattimento. Essi ritengono che la campagna si sia concentrata su elementi secondari.

"Basta polemica!", ha affermato Philipp Müller, presidente del PLR che ha abbandonato brevemente con i suoi colleghi la sessione speciale del Consiglio nazionale. A suo avviso, bisogna porsi le domande giuste, vale a dire se la Svizzera abbia bisogno di un aereo e se il Gripen risponda alle esigenze.

Per i presidenti dell'UDC, del PBD, del PLR e del PPD la risposta è chiaramente "sì". I 22 Gripen E sono indispensabili per garantire la sicurezza aerea della Svizzera, ha ribadito il presidente dell'UDC Toni Brunner. "Senza Gripen, non può essere assicurato un servizio di sorveglianza aerea 24 ore su 24".

A più riprese gli oppositori hanno criticato il costo degli aerei, da loro definito eccessivo. "È semplicemente falso", ha affermato Martin Landolt del PBD. È l'apparecchio con il miglior rapporto qualità-prezzo. Inoltre, senza essere necessariamente "il migliore", risponde alle condizioni specifiche della Svizzera, ha sostenuto Landolt.

Christophe Darbellay (PPD/VS) ha da parte sua sottolineato che un rifiuto sarebbe un "segnale fatale" per l'esercito, visto che a suo dire il PS e i Verdi mirano, come anche il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE), all'abolizione delle forze armate. "Senza aerei da combattimento, la neutralità della Svizzera sarebbe messa in pericolo e dipenderemmo dall'estero", ha dichiarato il presidente del PPD.

Nel campo borghese, i Verdi liberali sono il solo partito che si oppone all'acquisto dei Gripen. Il partito evangelico (EVP) lascia invece libertà di voto.

SDA-ATS