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BERNA - Alcuni politici ed ex alti militari, scandalizzati per le condizioni in cui versa l'esercito svizzero e per attuale politica di sicurezza, suonano l'allarme. In un "Manifesto" pubblicato oggi, chiedono una "svolta radicale".
Il neocostituito gruppo, che ha scelto un nome italiano, "Giardino", conta fra le sue file cinque ex comandanti di corpo e tre ex capi dello stato maggiore generale. In una nota, i membri si dicono "afflitti" dal modo in cui il Consiglio federale affronta la politica militare e della sicurezza nazionale.
Il gruppo vuole "un esercito con un numero di militari sufficienti, completamente equipaggiati, che possano essere mobilitati rapidamente in caso di bisogno e sostenuti logisticamente", un esercito "che possa assolvere in modo efficace e durevole la missione di difesa citata nella Costituzione federale".
"Giardino" esige tra l'altro che "che gli ufficiali di stato maggiore che non sono in grado e non vogliono riconoscere il senso del principio di milizia svizzero (...) debbano lasciare l'esercito e i gli impieghi statali". Inoltre "la distruzione o la vendita di attrezzatura o infrastruttura militare deve essere fermata al più presto e restare tale fino a nuovo avviso".

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SDA-ATS