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Guatemala: 6000 anni di carcere a ex generale per massacro

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 marzo 2012 - 16:53
(Keystone-ATS)

Un tribunale guatemalteco ha condannato l'ex generale delle forze speciali Pedro Pimentel Ríos, di 54 anni, a 6060 anni di carcere per il massacro di 201 campesinos, avvenuto nel villaggio di Dos Erres, a 500 chilometri dalla capitale, nel dipartimento di Peten, durante la dittatura del generale golpista José Efraín Ríos Montt (1982-1983).

Pimentel Ríos era stato estradato dagli Stati Uniti lo scorso anno, dove lavorava come impiegato alle manutenzioni nel comune di Santa Ana, in California. Alcune ore prima della lettura della sentenza, l'ex militare si era dichiarato innocente, dicendo che non si trovava sul posto durante il massacro.

I fatti risalgono al 7 dicembre del 1982. Una pattuglia di 17 commando (chiamati "kaibiles" in Guatemala), rafforzata da una quarantina di militari, arrivò nel paesino e sterminò gli abitanti, dopo aver perquisito tutte le case, in cerca di armi rubate dai guerriglieri all'Esercito. I militari divisero gli uomini da donne e bambini. I primi furono portati in una scuola, torturati e uccisi. Poi commando e soldati violentarono e picchiarono donne e bambini prima di ucciderli.

Per il suo verdetto il tribunale ha considerato trent'anni di carcere per ogni morte, più trenta per la violazione dei diritti umani. Con questa sentenza, sale a cinque il numero di kaibiles condannati per lo sterminio di Dos Erres. La condanna "millenaria" a Pimentel è comunque in larga parte simbolica. La legge guatemalteca stabilisce un massimo di 50 anni di prigione effettiva.

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