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Guatemala: soldato condannato a 6060 anni per massacro

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 marzo 2012 - 12:56
(Keystone-ATS)

Un ex soldato delle forze speciali del Guatemala è stato condannato ieri da un tribunale locale a 6.060 anni di carcere per aver partecipato nel dicembre 1982 ad un massacro che fece 201 vittime.

Pedro Pimentel, 55 anni, è stato estradato l'anno scorso dagli Stati Uniti per rispondere dell'accusa di omicidio e crimini contro l'umanità. È il quinto soldato ad essere condannato nella nazione centroamericana per la strage nel villaggio di Las dos Erres, al culmine della brutale guerra civile nel paese. Una ventina di soldati bendarono, strangolarono e bastonarono a morte 201 abitanti del villaggio, compreso un neonato, per gettarli poi in un pozzo profondo 15 metri.

La durata della condanna è in gran parte simbolica, poichè le leggi del Guatemala consentono di passare in prigione fino ad un massimo di 50 anni.

A Pimentel, ex membro dell'unità conosciuta come i Kaibiles, sono stati inflitti 30 anni di carcere per ogni vittima e 30 anni per crimini contro l'umanità. L'ex soldato ha però negato di aver partecipato alla strage.

La sentenza dimostra come il Guatemala stia cercando di fare giustizia delle atrocità del sanguinoso conflitto interno durato oltre trent'anni (1960-1996), in cui quasi 250 mila persone sono morte o scomparse.

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