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La "guerra del gas" sembra essere appena stata superata da un'intesa siglata a Bruxelles nei giorni scorsi, ma un'altra "guerra" è scoppiata tra Mosca e Kiev, quella dei cieli.

È lì che si vedranno presto le conseguenze del muro contro muro tra Russia e Ucraina che va avanti ormai da più di un anno e mezzo. Il governo filo-occidentale di Kiev ha deciso di vietare dal 25 ottobre i voli in Ucraina a quasi tutte le compagnie aeree russe, naturalmente a cominciare da quella di bandiera: l'Aeroflot. Una mossa a cui la Russia ha risposto per le rime, e cioè chiudendo a sua volta i propri cieli alle compagnie ucraine sempre a partire dalla stessa data.

Dietro questi conflitti c'è una guerra vera, con quasi 8.000 morti e 18.000 feriti: quella del Donbass, dove l'Ucraina e i suoi alleati occidentali accusano il Cremlino di sostenere militarmente i miliziani separatisti. Il divieto di volare in Ucraina per una ventina di compagnie aeree russe arriva infatti da una nuova ondata di sanzioni approvata a inizio mese dal Consiglio di sicurezza di Kiev che colpisce circa 400 persone e 90 enti, per lo più russi, considerati dal governo ucraino "una minaccia, attuale o potenziale, agli interessi nazionali, alla sicurezza nazionale e all'integrità territoriale" del paese.

Ma le nuove misure restrittive sono anche una risposta alla decisione dei ribelli filorussi di convocare autonomamente elezioni locali. "Gli aerei russi con il tricolore russo non hanno niente da fare negli aeroporti ucraini", aveva dichiarato pochi giorni fa il premier di Kiev, Arseni Iatseniuk. Il Cremlino ha bollato l'iniziativa definendola "un altro atto di pazzia" del governo ucraino.

Quest'ennesimo braccio di ferro tra Mosca e Kiev avrà naturalmente gravi ripercussioni sulle economie dei due Stati, che già versano in pessime condizioni, con la Russia colpita dalle sanzioni occidentali e dal crollo del prezzo del petrolio e l'Ucraina in guerra sull'orlo del default. Secondo la Tass, il danno per le compagnie aeree russe è nell'ordine delle decine di milioni di dollari. E di certo le cose non andranno molto meglio per le compagnie ucraine.

Ma a pagare le conseguenze saranno anche i viaggiatori, tra cui i tanti cittadini ucraini che vivono e lavorano in Russia: si calcola che siano 700.000 le persone che volano ogni anno tra la Russia e l'Ucraina, e per il 70-80% si tratta di ucraini. Molti di loro saranno presto costretti a compiere viaggi più costosi facendo scalo in un terzo paese prima di raggiungere la propria destinazione. Oppure dovranno rassegnarsi a lunghi tragitti in treno o in pullman.

Potrebbero invece approfittare della situazione le poche compagnie aeree non colpite dalle sanzioni, come la russa Utair il cui amministratore delegato, Andrei Martirosov, ha annunciato un imminente aumento del numero dei voli per e dall'Ucraina.

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SDA-ATS