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La giustizia militare elvetica ha aperto un procedimento penale contro un cittadino svizzero affiliato a una milizia armata in Siria. Lo ha dichiarato oggi all'ats il portavoce dell'ufficio dell'uditore in capo Tobias Kühne, confermando una notizia pubblicata ieri dalla SonntagsZeitung.

Kühne non ha commentato invece le dichiarazioni del settimanale, secondo cui la persona finita nel mirino della giustizia sarebbe Johan Cosar, cittadino svizzero cresciuto a Locarno appartenente alla comunità siriaca, da alcuni anni combattente contro le milizie dell'autoproclamto Stato islamico (IS).

"Il procedimento, avviato lo scorso autunno, non è ancora concluso e per questo sottostà al segreto istruttorio", ha specificato il portavoce dell'uditore in capo (la procura nella giustizia militare). Il cittadino svizzero attivo in Siria è sospettato di aver violato l'articolo 94 del codice penale militare ("Indebolimento della forza difensiva del Paese").

Questo articolo prevede una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria qualora uno Svizzero si arruoli "in un esercito straniero senza il permesso del Consiglio federale".

Il domenicale fa il nome di Cosar partendo dall'assunto che si tratti dell'unico cittadino svizzero attivo in Siria il cui nome sia noto all'opinione pubblica.

Johan Cosar non è in effetti uno sconosciuto visto le interviste concesse sia a media svizzeri che stranieri sui motivi che lo hanno spinto a recarsi nel suo Paese di origine per combattere al fianco della milizie cristiane. Nato a San Gallo, Johan Cosar, 32 anni, è un sergente dell'esercito dove ha servito per cinque anni.

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SDA-ATS