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Anche l'Amministrazione federale e le polizie vodese e ginevrina hanno avuto contatti d'affari con la Hacking Team, la società milanese produttrice di software spia attaccata il 6 luglio scorso da hacker.

Questi hanno messo online 400 gigabyte di dati, rendendo inutilizzabile il prodotto acquistato da apparati governativi di tutto il mondo. Contrariamente alla polizia cantonale zurighese non hanno però comprato nulla.

Nils Güggi, portavoce del Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (Servizio SCPT), che fa capo al Dipartimento federale di giustizia e polizia diretto da Simonetta Sommaruga, ha confermato all'ats gli avvenuti contatti, di cui dà notizia oggi la SonntagsZeitung.

L''arma letale' venduta dalla Hacking Team è un software spia ('Remote control system') chiamato Galileo che si infiltra in modo invisibile su un computer o un telefonino carpendo tutte le informazioni che transitano dal dispositivo.

Stando a Güggi l'obiettivo era di saperne di più sui "cavalli di Troia di Stato", o "govware" e le modalità di sorveglianza informatica. Nell'incontro avvenuto a Berna nel luglio 2011 con rappresentanti della Hacking Team "non è stato però comprato nulla", ha assicurato. "Il Servizio SCPT pensa semplicemente che gli manchino le conoscenze riguardo a questi software" e deve innanzitutto esaminare se le condizioni di utilizzo rispondano alle esigenze del codice di procedura penale elvetico.

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SDA-ATS