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PORT-AU-PRINCE - Manca tutto ad Haiti, tranne i cadaveri. A due giorni dal devastante terremoto che ha colpito l'isola caraibica radendo al suolo la capitale Port-au-Prince, i primi soccorritori si sono trovati di fronte solo scene di morte, devastazione e saccheggi.
"La situazione è anche peggio di quanto mostrano le tv. Mancano acqua potabile e cibo, le vittime sono ammassate in strada", ha detto l'ambasciatore di Haiti a Roma, Geri Benoit, in un'intervista all'agenzia di stampa italiana Ansa.
La Croce rossa haitiana stima oggi in circa 50 mila i morti, mentre i feriti ed i senzatetto sarebbero addirittura tre milioni su una popolazione di poco più di nove. Oltre 1.500 cadaveri sono stati ammassati nell'obitorio del policlinico di Port-au-Prince, dove camion requisiti dalla polizia continuano incessantemente a trasportare cadaveri in decomposizione per il caldo tropicale raccolti dalle strade o estratti dalle macerie. Tra le vittime figurano anche 36 membri della missione Onu ad Haiti; i dispersi sono circa un centinaio e le speranze di trovarli in vita si affievoliscono con il passare delle ore, ha detto il portavoce David Wimhurst.
Nelle ultime ore si segnalano anche numerosi saccheggi di negozi di generi alimentari della capitale e la missione di peacekeeping Onu è preoccupata per l'eventuale saccheggio di armi, sostiene l'ambasciatore di Haiti in Argentina, Raymond Mathieu.

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SDA-ATS