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Il portavoce del governo André Simonazzi risponde per le rime alle critiche ricevute dalle Commissioni della gestione del Parlamento riguardo ai verbali delle sedute del Consiglio federale. A suo avviso, non si possono registrare a verbale tutte le informazioni, poiché esse potrebbero mettere in pericolo i compromessi trovati ed essere strumentalizzate.

Nel loro recente rapporto sul caso Hildebrand le commissioni della gestione avevano criticato apertamente le trascrizioni delle sedute del Consiglio federale, definendole "lacunose" e "parzialmente errate". Inoltre, esse non consentirebbero di seguire lo svolgimento di una seduta.

In un'intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung", Simonazzi respinge al mittente i rimproveri: "non appena qualcosa viene messo per iscritto ed è consultabile da una certa cerchia di persone, esiste il pericolo che queste informazioni, presto o tardi, siano rese pubbliche e possano essere strumentalizzate".

Nei verbali non compare quindi ciò che è stato detto dai singoli membri dell'esecutivo durante una seduta. "Il Consiglio federale ha, a giusta ragione, deciso questo modus operandi, poiché in un governo composto da cinque partiti diversi devono essere trovati dei compromessi", ha spiegato Simonazzi.

Secondo il portavoce governativo, "ciò è possibile solo se ogni membro del Consiglio federale viene parzialmente incontro ai colleghi". Questa libertà sarebbe messa in discussione se ogni risultato di una votazione fosse menzionato".

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SDA-ATS