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La prevista fusione con Lafarge è sulla buona strada: lo ha affermato il presidente del consiglio di amministrazione di Holcim, Wolfgang Reitzle, durante l'assemblea ordinaria degli azionisti all'Hallenstadion di Zurigo.

La nomina del futuro CEO - nella persona di Eric Olsen - e l'adattamento del rapporto di scambio dei titoli hanno permesso di appianare le recenti divergenze, ha sostenuto Reitzle. Per quanto riguarda l'approvazione da parte delle autorità contro i cartelli sono stati fatti parecchi passi avanti: manca solo il via libera di Stati Uniti, Canada, Equador e Mauritius.

La controversa fusione fra i due giganti del cemento non era comunque oggi all'ordine del giorno: sul tema è stata infatti indetta un'assemblea straordinaria in programma l'8 maggio. Ciò nonostante del matrimonio aziendale si è parlato dentro e fuori l'Hallenstadion.

Gli azionisti sono infatti stati accolti da una cinquantina di rappresentanti del personale delle due imprese, che con striscioni e volantini hanno invitato le due società a farsi carico della loro responsabilità sociale. È stata fra l'altro chiesta una garanzia per il mantenimento dei posti di lavoro sull'arco di almeno due anni.

La stessa richiesta è stata poi ripetuta anche durante l'assemblea. A questo proposito il presidente Reitzle ha detto che tutti i contratti di lavoro saranno mantenuti anche nell'ambito della fusione. Questo vale anche per quelle attività che, in ossequio alle normative sui cartelli, dovranno essere cedute.

Il manager ha anche risposto alle critiche di coloro che ritengono troppo differenti le culture aziendali dei due gruppi per poter dar vita a un'entità ben funzionante. A detta di Reitzle sia Holcim che Lafarge sono imprese molto decentralizzate: per la gran parte dei dipendenti non cambierà quindi nulla. "Una lotta fra culture potrà sussistere al massimo per un paio di centinaia di collaboratori nelle due centrali", ha detto. E il problema è risolvibile, ha aggiunto. Per Reitzle la fusione rappresenta anche un'opportunità per avviare cambiamenti che altrimenti non verrebbero mai affrontati.

Un rappresentante di Actares (associazione di azionisti per un'economia sostenibile), e una sindacalista hanno messo sul tappeto il tema della condizioni di lavoro vigenti in uno stabilimento in India: a loro avviso da dieci anni non sono stati fatti progressi. Reitzle ha promesso che si occuperà della questione.

Un altro azionista ha da parte sua auspicato un aumento del dividendo - 4 franchi invece degli 1,30 proposti dal Cda - visto che un ritocco al rialzo c'è stato anche presso Lafarge. Ma la maggioranza si è schierata con il consiglio di amministrazione, in questo come anche in tutti gli altri punti. Pure l'aumento delle retribuzioni della direzione è passata senza problemi, con il 78% di sì.

Per quanto riguarda l'andamento degli affari il presidente della direzione Bernard Fontana ha confermato le previsioni, che vertono su utile operativo 2015 - su base comparabile e depurato dai costi della fusione - fra 2,7 e 2,9 miliardi di franchi. La borsa ha accolto con favore le ultime novità. A Zurigo il titolo Holcim era fra i pochi positivi in un mercato oggi orientato al ribasso.

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SDA-ATS