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BERNA - La Svizzera non poteva esigere da Parigi che non utilizzasse i documenti rubati alla banca HSBC da un ex dipendente, essendo la Francia uno stato sovrano: lo ha ammesso oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Berna aveva congelato in dicembre la ratifica dell'accordo sulla doppia imposizione di fronte alla chiara volontà di Parigi di servirsi di tali dati. Eveline Widmer-Schlumpf e Hans-Rudolf Merz avevano espresso la loro irritazione per la volontà di vari membri del governo francese di utilizzare le informazioni bancarie rubate al fine di avviare azioni penali. Grazie a tali dati Parigi aveva in particolare potuto stilare un elenco di circa 3'000 presunti evasori fiscali francesi.
In uno stato di diritto, tale pratica non è accettabile, aveva detto il capo del DFF. Ma l'accordo raggiunto questa settimana al Forum economico modiale di Davos prevede che la Francia non farà ricorso all'assistenza amministrativa basandosi su tali documenti, i cui originali sono nel frattempo stati riconsegnati alla Svizzera.
"Dal momento che disponiamo già delle informazioni, non è necessario ricorrere alle procedure di scambio tra Francia e Svizzera", ha peraltro affermato ieri il ministro del bilancio francese Eric Woerth.
Il DFF ha anche detto che gli ultimi ostacoli alla ratifica dell'accordo contro la doppia imposizione tra Francia e Svizzera dovrebbero essere levati nei prossimi giorni.

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SDA-ATS