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I latini sono sottorappresentati nei quadri dell'esercito. Dal 2004, il corpo degli ufficiali di milizia e professionisti comprendeva infatti il 15% di francofoni e il 4% di italofoni. Il Consiglio federale promette di proseguire gli sforzi per correggere questa situazione.

Il primo marzo 2012, l'esercito annoverava 14'525 ufficiali germanofoni, 2722 francofoni e 756 italofoni. Dei 411 ufficiali di carriera formati, negli ultimi dieci anni, all'Accademia militare presso il Politecnico federale (PF) di Zurigo, 63 erano romandi, 30 ticinesi e 318 svizzero-tedeschi.

Nella risposta odierna a un'interpellanza di Hugues Hiltpold (PLR/GE), preoccupato per questa carenza, il governo ricorda che le riduzioni di credito e di effettivi non hanno alcuna ripercussione diretta sulla ripartizione linguistica. A questo livello non sono stati compiuti risparmi.

Il Consiglio federale ricorda inoltre che l'esercito svolge operazioni di marketing per attirare un numero sufficiente di quadri militari qualificati. Ha così partecipato lo scorso anno a varie rassegne: ESPO professioni a Lugano, salone degli studenti, fiera del Politecnico federale Losanna. Queste presenze saranno mantenute e, se possibile, rafforzate.

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SDA-ATS