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La Fondazione Ikea difende la sicurezza delle casette temporanee per i rifugiati, all'indomani della decisione della città di Zurigo e del Canton Argovia di rinunciare a questi dispositivi.

Stando a test condotti dall'assicurazione cantonale zurighese degli immobili, esse non soddisfano le norme di protezione antincendio.

Le casette Ikea, la cui resistenza al fuoco è stata verificata secondo le norme europee, presentano un livello di sicurezza superiore a quello esistente altrove nel settore dell'alloggio in situazione di emergenza, ha indicato all'agenzia di stampa AFP Märta Terne, responsabile della comunicazione del progetto "Better Shelter", frutto della collaborazione fra la Fondazione Ikea e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

I test realizzati sui muri e sui pannelli di copertura hanno evidenziato che i materiali usati vanno oltre i livelli richiesti per questi alloggi provvisori, ha spiegato, aggiungendo di non poter commentare le indicazioni raccolte a Zurigo prima di ricevere la traduzione del rapporto sui risultati e sui metodi usati per i test.

Da parte sua l'Unhcr afferma che "studierà attentamente il rapporto anti incendio" menzionato dalle autorità zurighesi, ha reso noto un portavoce, Adrian Edwards. Queste casette, facili da montare e poco costose, sono già state usate a centinaia in campi profughi in Ciad, Etiopia e Iraq.

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SDA-ATS