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In Svizzera il 94% dei conducenti di una vettura e il 93% dei passeggeri al loro fianco allacciano la cintura di sicurezza, secondo dati forniti oggi dall'Ufficio prevenzione infortuni (upi). Rispetto allo scorso anno vi è stato un aumento di due punti percentuali. Anche i passeggeri sui sedili posteriori si proteggono più frequentemente (77% quest'anno, 72% nel 2013), anche se negli ultimi anni non è riscontrabile un vero e proprio incremento.

L'obbligo della cintura di sicurezza è stato introdotto nel 1981 per chi sta davanti. I più diligenti sono gli svizzero-tedeschi (94%), seguiti dalla Romandia (90%) e dal Ticino (83%). L'incremento maggiore si è avuto a sud delle Alpi: se nel 2005 solo il 55% utilizzava la cintura in auto, nel 2010 era il 77% e l'83%.

Dal 1994 vige l'obbligo anche per chi sta nei sedili posteriori, ma in questo caso l'uso delle cinture è meno praticato, anzi è "decisamente deludente", secondo l'upi, che commenta: "si tratta di un risultato inspiegabile, considerato che la cintura di sicurezza continua a essere uno dei principali salvavita nella circolazione stradale".

Secondo alcune stime effettuate dall'upi sul potenziale di salvataggio, dal 2000 in Svizzera la cintura avrebbe evitato più di 13 000 feriti gravi e oltre 1600 vittime mortali.

Alla stessa conclusione è giunto l'European Transport Safety Council, secondo cui nel 2012 a livello europeo circa 8600 occupanti di automobili sono sopravvissuti a collisioni gravi grazie al fatto che erano attaccati con la cintura di sicurezza.

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SDA-ATS