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Segnando una data storica nell'infinita crisi libica, il premier designato del governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj è sbarcato finalmente a Tripoli, dove ha proclamato l'entrata in funzione del proprio esecutivo nato sotto l'egida dell'Onu.

Il tutto avviene nonostante le resistenze di consistenti fazioni nella capitale.

Oltre che da auguri e incoraggiamenti della comunità internazionale, il suo ingresso a Tripoli è stato accompagnato da minacce di arresto da parte del governo non riconosciuto ma insediato da quasi due anni nella capitale, che ha fatto appello "a tutti i rivoluzionari a schierarsi contro questo gruppo di intrusi". In serata alcuni gruppi armati hanno sparato dei colpi in aria con le anti-aeree montate sui pick-up per impedire ai sostenitori del governo di unità di radunarsi nei pressi di piazza dei Martiri.

Dato che gli era stato chiuso lo spazio aereo, Sarraj è arrivato via mare da Tunisi e si è insediato in una base navale che utilizzerà come "quartier generale temporaneo in attesa che sia garantita la sicurezza in un'altra sede a Tripoli", come ha annunciato un suo portavoce. Il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza, ha assicurato che "nessuna forza straniera ha partecipato all'operazione".

Col chiaro intento di rendere meno incendiario l'arrivo, il portavoce ha sostenuto che ad entrare è stato "il consiglio presidenziale" guidato da Sarraj, ossia il nucleo dell'esecutivo, "e non il governo di intesa nazionale" vero e proprio. Questo peraltro si era visto negare la fiducia per la quinta volta ieri dal parlamento riconosciuto internazionalmente ma rifugiato a Tobruk, dove c'è un terzo premier, anch'egli ostile al governo di unità nazionale.

Sarraj ha comunque annunciato che "il governo di accordo nazionale ha preso le proprie funzioni dalla capitale, Tripoli" e ha esortato i libici a "unire gli sforzi" per "contrastare Daesh", lo Stato islamico, che ha conquistato il centro del golfo della Sirte. Il premier ha d'altra parte ribadito che la sharia (la legge islamica) resta la fonte del diritto, così come previsto dagli accordi di Skhirat del 17 dicembre scorso.

L'Onu, attraverso il suo inviato speciale Martin Kobler, ha ricordato che il mondo è "pronto ad assicurare il necessario sostegno e assistenza". E l'Alto rappresentante europeo Federica Mogherini ha affermato che la Ue ha pronto un pacchetto di "aiuti sostanziali da 100 milioni di euro".

Sarraj si è visto però mettere in guardia dal 'premier' del governo di Tripoli, Khalifa Ghwell, che da giorni ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale. "Il suo ingresso è illegale" e ora "ha due opzioni", ha minacciato: "Consegnarsi alle autorità o tornare a Tunisi".

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SDA-ATS