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Il Ministro degli Esteri Cassis difende le dichiarazioni sulla Cina

Ignazio Cassis spiega le sue recenti dichiarazioni sulla Cina (archivio) KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 13 agosto 2020 - 10:27
(Keystone-ATS)

Il ministro degli Esteri Ignazio Cassis difende le sue dichiarazioni sulla Cina che hanno suscitato critiche da parte degli ambienti economici elvetici e delle autorità cinesi. Quelle affermazioni si limitano a riassumere cose già dette più volte, ha sostenuto Cassis.

Secondo Cassis, la reazione del ministero degli Esteri cinese è stata "relativamente delicata" visto che si è limitato a definire "infondate e non costruttive" le sue allegazioni. È una reazione prevedibile ed è una risposta normale che quando si tratta di cose spiacevoli, ha aggiunto in un'intervista pubblicata oggi dai giornali CH-Media.

"Nelle discussioni con la mia controparte cinese, simili questioni sono emerse spesso in modo più chiaro". Ci sono cose più e meno belle nel rapporto tra due Paesi, ha detto Cassis. "Manteniamo buone relazioni economiche con la Cina e parliamo di diritti umani allo stesso tempo, come è giusto che sia".

All'inizio del mese, il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva detto alla "SonntagsBlick" che la Cina si stava allontanando dalla "via dell'apertura" e che le violazioni dei diritti umani erano in aumento.

Con Pechino "prima abbiamo stabilito relazioni economiche e poi abbiamo parlato di diritti umani". Ma la Cina è cambiata, e "la Svizzera deve difendere i suoi interessi e i suoi valori in modo più fermo, in particolare rafforzando il diritto internazionale e il sistema multilaterale", aveva dichiarato al domenicale il ministro ticinese.

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